Cos’è, e quando e perché può essere utile.

Nuovi orizzonti terapeutici? In realtà no.
La Moxibustione è una tecnica terapeutica tipica della medicina cinese diventata di recente (nel 2010) patrimonio culturale dell’UNESCO ma che era stata già illustrata in antichi scritti cinesi risalenti al 1-2 secolo a.C.
La tecnica si basa sull’utilizzo di bastoncini di Artemisia Vulgaris che vengono bruciati su un’ estremità che viene avvicinata a specifici punti energetici del corpo per ottenere un riscaldamento per irraggiamento termico o conduzione, senza che avvenga il contatto con la cute.

La Moxibustione ha diverse applicazioni e viene considerata efficace per ristabilire l’equilibrio tra Freddo (Yin) e Caldo (Yang) e sbloccare la stasi dell’ energia vitale (Qi) nel corpo. La tecnica viene utilizzata anche in gravidanza per il rivolgimento del bambino podalico (a testa in su).

La posizione del bambino favorevole per il parto è la presentazione di testa (posizione cefalica), ma circa il 3-4% dei bambini verso fine gravidanza (a 35 settimane) si trovano con la testa all’insù e il sedere o le gambe verso il basso! Il problema della posizione podalica non è correlata al benessere del bambino dentro la pancia infatti tra le 29 e le 32 settimane gestazionali il 15% dei bambini si presenta con il sedere verso il basso, ma spontaneamente ruotano per prepararsi alla nascita.

La problematica della presentazione podalica sussiste nel dover riadattare il proprio piano per la nascita perché con un bambino podalico il taglio cesareo diventa il parto di preferenza.

Una delle possibilità per rivolgere il bambino podalico in modo non invasivo è appunto l’utilizzo della tecnica Moxibustione.
Il bastoncino di Moxa viene utilizzato per scaldare dei punti specifici sui mignoli dei piedi. Si pensa che, il calore generato dal bastoncino viene trasferito nei canali energetici del corpo e canalizzato portando un cambiamento a livello ormonale che porta a un rilassamento della muscolatura corporea permettendo anche alla muscolatura uterina di “dare più spazio” e aumentando l’attività del bambino, si incoraggia il rivolgimento spontaneo.

La Moxibustione diventa quindi una possibilità in più per tutte le mamme con bambino podalico che desiderano provare un parto spontaneo vaginale.

Il trattamento è di 5 giorni per 2 volte al giorno, con l’avvicinamento del bastoncino al punto di agopuntura VU 67 con movimenti ritmici circolari o pulsatori per 15 minuti per piede. La mamma dovrà sentire il calore ma non bruciare. La posizione del corpo deve essere comoda senza restrizioni data da elastici sulla pancia.
A beneficio del trattamento ci sono delle pose che la mamma può assumere dopo il trattamento per facilitare la rotazione del bambino da fare nel pieno della comodità.
E’ importante concludere il trattamento, cioè completare tutti e 5 i giorni anche se si sente che il bambino si possa essere girato.

E’ importante informare il proprio medico o l’ ostetrica prima di intraprendere il trattamento per essere sicuri che il bambino sia podalico.
E’ bene parlare con un operatore che conosca la tecnica prima di intraprendere il trattamento per aver chiaro il metodo di applicazione.

Ricerche sulla Moxibustione in gravidanza per il rivolgimento del bambino podalico illustrano un successo della tecnica del 66%, alcuni testi propongono un tasso di successo tra il 70 e il 90% anche in età gestazionale avanzate, poiché le dimensioni del feto non sembrano influenzare la riuscita della tecnica.

Per info Dott.ssa Marina Comuzzi
Tel e Whatsapp: 3515775502


Articoli in letteratura:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9820259/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34067379/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22592693/

Vedi anche: Denise Tiran, Expectancy – https://www.expectancy.co.uk/